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Andrà tutto bene

11 Luglio 2020

Andrà Tutto Bene” è stato lo slogan adottato da subito da tutti gli operatori socio sanitari della RSA SANTAMARIA.

Di pari passo con l’ottimismo degli operatori, sono state attuate misure e protocolli che hanno dato forza e sostegno all’azione dell’intera struttura.
Prevenzione, Formazione e rigida applicazione delle procedure anticovid, le armi con le quali si è combattuto un nemico invisibile e per questo molto difficile da contrastare.
I cancelli della struttura di Castrocielo, dopo una parziale limitazione degli ingressi, si sono poi chiusi del tutto il 7 marzo.

Ma la vita dentro la struttura è continuata a scorrere serena per la tranquillità delle ospiti, ed è potuto accadere grazie alla dedizione del personale, all’amore delle suore, all’organizzazione della dirigenza.

I contatti con i parenti sono stati mantenuti grazie all’uso delle attuali tecnologie, telefonate, video chiamate e la comunicazione delle attività interne, effettuata anche grazie alla pagina social della struttura.

Ognuno ha fatto la sua parte, con grande senso di responsabilità, mantenendo la speranza che tutto sarebbe andato bene, come recitava lo slogan nazionale che ha accompagnato quelle settimane terribili, mettendo da parte le incertezze e i rischi.
La prevenzione e il contrasto al virus, sono stati attuati tramite l’applicazione di protocolli interni così come richiesto dalle norme nazionali emanate dal Governo e dalla Regione Lazio.
Molto spazio è stato dato anche alla formazione e alla conoscenza del Covid-19, attraverso infografiche, webinar on line e diffusione al personale dei rapporti Covid dell’Istituto Superiore di Sanità.

Notevole è stato anche l’investimento economico della struttura per fare in modo di garantire la massima protezione a tutte le ospiti e consentire a tutti gli operatori di lavorare in sicurezza, dotandoli di tutti i DPI, dispositivi personali di protezione, necessari.
Inoltre sempre nell’ottica della prevenzione, si è proceduto ad una riorganizzazione dei servizi, con la compartimentazione dei nuclei, il blocco della rotazione del personale, la limitazione al massimo di ogni contatto con l’esterno, la sanificazione continua di tutti gli ambienti.

Anche l’ingresso del personale nella struttura è stato rigidamente codificato, e completamente rivoluzionato, rispetto a quelle che erano le classiche procedure, pre Covid.
Regole, sì, ma anche tanta voglia di vivere. Nonostante tutto, durante il lockdown il personale ha animato come sempre la vita delle ospiti, specialmente nei giorni di festa, per far sentire loro meno la mancanza della famiglia.

“Per tre mesi abbiamo lottato contro le paure, i timori e i dubbi di ogni giorno.

Abbiamo difeso la salute delle ospiti, la nostra e quella delle nostre famiglie. Ora ripartiamo con l’amore e la passione di sempre”,
Adesso siamo pronti ad affrontare la fase della riapertura, graduale ma necessaria perché la mission della RSA non è solo cura e mantenimento, ma anche familiarità, aggregazione e apertura al sociale.

(Gianni Fantaccione)

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